"Hellbound RMX"

Curated by Stefano Jermini

Veragouth Arte Contemporanea
Piazza della Riforma 9, Lugano (CH)
Tel./Fax. 0041 91 922 0838

Comunicato Stampa

Uli Aigner, Angela Anderson, Simon Beer, Corrado Bonomi, Richard Brintzenhofe, Gavin Brown, Claus Carstensen, Mat Collishaw, Andrea Crociani, Sylvie Fleury, Fabrizio Giannini, Stefano Jermini, Pipilotti Rist, Urs Lüthi, Hugo Markl, Ugo Rondinone, Minelli & Repetto, David Kelleran, Karen Kilimnik, Jackie Mc Allister, Rirkrit Tiravanija, GianmarcoTorriani, Elke Krystufek, Kristin Oppenheim, Erik Oppenheim, Natascia Rauseo, Antonjo Riello, Tristano Robilant, Annelies Strba, Leon Schubiger, Fosco Valentino, Alex Viscio, Patrick Weidmann.

"Non credo nel cinema più che ad un'altra arte. Non credo neanche nell'artista unico o nell'opera d'arte totale. Credo nei fenomeni e negli uomini che riuniscono le idee" diceva Marcel Broodthaers negli anni Sessanta. Felice affermazione quella dell'artista belga! Viene fortunatamente a contrapporsi ad un'altra opinione concernente l'opera d'arte, quella per cui le creazioni della mente e dello spirito hanno una qualità di presenza unica, legata ai "qui e ora" dell'apparizione originale. Per i sostenitori di questa visione delle cose, con la moltiplicazione degli esemplari che creano l'ubiquità, l'opera, sacrificata ai suoi valori d'esposizione, perde Il suo valore culturale. Quello che scompare allora e l'autenticità dell'opera come se questa fosse incompatibile con la ripetizione, impregnata di nostalgia e di una scarsa conoscenza della materia, questa attitudine trasforma la "quantità" nell'indizio di una differenza ontologica. Si dimentica che l'opera che duplica l'originale, lo rimpiazza e ne eredita la struttura ed il suo rapporto con il mondo, e si da allo spettatore in un identico fine. I multipli accordano agli artisti una grande libertà, possono sperimentare nuove soluzioni plastiche, giocare con elementi a sorpresa e con frizioni dalla narrativa fluida o frammentata.
Gli artisti invitati a partecipare a questa esposizione di gruppo presentano dei multipli o delle edizioni video sfruttando le possibilità specifiche del genere. Le loro pratiche sono diverse, ma qualche cosa le unisce: il lavoro si discosta dalle forme canoniche della presentazione artistica, queste opere "fremono" di una energia giubilatrice, sono leggere, ma scoprono delle autentiche problematiche. Detto altrimenti la loro leggerezza passa per la profondità, se no il tutto sarebbe inconseguente. L'esposizione è ludica, ma lo spettatore attento sentirà un messaggio profondo venire dalle opere e, davanti a queste, istintivamente si penserà a Francis Ponge: "Bisogna che le cose disturbino, vi forzino ad uscire dalle abitudini, non c'è che questo di interessante e non vi è che questo che ci faccia progredire ".





Inaugurazione sabato 17 ottobre 1998, ore 18
Dal 17 ottobre all'8 novembre 1998
Orario: martedì e giovedì dalle 16 alle 19 o su appuntamento.

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