L’arte contemporanea svizzera oltre l’enigma

 La collettiva

Le immagini visive possono essere scultura, ricamo, oggetti, pitture, video, fin dove arriva la capacità sensoriale dello sguardo. L’esposizione alla Galleria Palladio, fino al 30 settembre, dal titolo Sage comme une Image. Arte Svizzera – O ltre l’enigma, in riferimento alla recente mostra organizzata dai Musei a Lugano. Ma in questa occasione l’attenzione viene rivolta alla parte più recente delle proposte creative, le ricerche in corso, dagli esiti tuttora aperti, in una selezione di venti artisti curata. A prima si rischia di restare spiazzati dalla molteplicità e varietà della raccolta, ma dopo un istante, lungo il percorso, emerge il tema conduttore: una rappresentazione del mondo in cui noi viviamo adesso e qui, che in senso ampio è il mondo dell’età tecnologicamente avanzata con i suoi problemi e contraddizioni, e in senso più specifico è proprio quello della comunità politica, la Svizzera una e molteplice. Fra gli artisti di tutte le regioni della confederazione, compresi alcuni di origine straniera, quelli in cui il riferimento nazionale è più esplicito e problematico ci sembrano Andrea Gabutti e Fabrizio Giannini. Una volta capito cosa fanno questi due, si capisce lo spirito del tutto. Chi è il generale Guisan? Fu il comandante in capo dell’esercito svizzero negli anni della seconda guerra mondiale, immagine di indipendenza e patriottismo. Gabutti ne ha disegnato il ritratto in grande dimensione, e in stesura sottilissima, tenuissima. Dunque: affermato o negato? Giannini ha rappresentato il territorio della Svizzera, franco al suolo, netto, secondo i confini di una corretta carta geografica; ma questa immagine è realizzata in un assemblaggio di schegge di specchi. Dunque:affermata o negata? Per entrambi, la risposta è chiaramente dialettica, dove con la parola Dialettica intendiamo: affermare qualcosa attraverso la sua negazione, e viceversa. La conclusione è che l’identità socioculturale e spirituale del popolo è dichiarata in forma non dogmatica, attraverso la discussione che si rinnova senza pregiudizi, in modo critico e autocritico, aperto e storicamente in divenire: il Paese non è un’entità statica ma una realtà storica in mutamento. Fra gli altri diciotto artisti segnaliamo, in linea soggettiva, lo scultore Marcel Dupertuis, il pittore Francesco Vella. L’insieme della mostra prosegue a buon livello e ritmo serrato, tra sorprese e invenzioni.

Giuseppe Curonici, L'arte contemporanea svizzera oltre l'enigma, «Corriere del Ticino», 4.9.2008, p. 32.

Il contemporaneo oltre l’enigma
Venti artisti svizzeri alla Galleria Palladio di Lugano

Gli artisti indagano la Svizzera. Lo hanno fatto in una recente mostra che a Lugano  il Museo d’arte e il Mu­seo Cantonale hanno dedicato al complesso rapporto che, dalla fine dell’Ottocento a oggi, ha caratterizza­to la produzione artistica, la storia, la cultura e l’immaginario di quel labo­ratorio unico e singolare che è la Svizzera. E lo fanno nell’esposizione Sage comme une Image. Arte Svizzera

Oltre l’enigma in corso fino al 30 set­tembre alla Galleria Palladio di Lu­gano. Qui però i venti artisti, pren­dendo spunto dai recenti fatti che nel nostro Paese hanno fatto cadere alcu­ne certezze considerate imprescindi­bili (Swissair, Ubs, Ptt, Ferrovie), in­dagano la Svizzera di oggi e quella di domani dal punto di vista sociale, po­litico e artistico. In mostra opere di Peter Aerschmann, Judith Albert, Emmanuelle Antille, Ian Anüll, Lau­rence Bonvin, Marcel Dupertuis, An­drea Gabutti, Fabrizio Giannini, Fa­brice Gygi, Isabelle Krieg, Ulrich Meister, Claudia & Julia Müller, Josef Felix Müller Guido Nussbaum, Amy O’Neill, Christoph Rütimann, Lore­dana Sperini, Steiner & Lenzlinger, Alexia Türlin e Francesco Vella. Ognuno di loro ha una visione diver­sa della situazione, ma sono tutti le­gati da un unico filo conduttore: quel­lo della rappresentazione di una Sviz­zera moderna, tecnologicamente avanzata e politicamente sempre una e molteplice. A volte frammentata, come la rappresenta Fabrizio Gian­nini nella sua carta geografica dai confini ben definiti ma disegnata ac­costando pezzetti di specchi rotti. Un modo forse per dire che siamo un po­polo unito che, pur nelle sue diversità culturali, sa ricostruirsi e rinforzarsi giorno dopo giorno attraverso la dia­lettica e la discussione.

La mostra è accompagnata da un catalogo redatto dalla storica dell’ar­te friburghese Esther Maria Jungo, che ha anche curato l’esposizione.
Ricordiamo che Fabrice Gygi, uno dei venti artisti in mostra, rappre­senterà la Svizzera alla Biennale di Venezia del prossimo anno.

Paola Pettinati, Il contemporaneo oltre l'enigma. Venti artisti svizzeri alla Galleria Palladio a Lugano, La Regione, 22.9.2008, p. 26.